-elettronoir-

Un suono sospeso tra Morricone e Cure, Warp e Labrador. Gli anni ‘70 delle pellicole italiane e gli anni ‘80 della New Wave. Avanguardia e melodia. Pianoforte, Voce Maschile. Chitarra Basso. Elettronica, Campionamenti. Voce Femminile. Storie d’Italia degli anni 70, rosse come il sangue e nere come il piombo. Una colonna sonora per film già scritti, diretti, interpretati.



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Venerdi 12 febbraio
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il video di La Ballata della Violenza
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Archive: Matteo

Barricata di martiri

E’ uscita ieri l’intervista che ci ha fatto Roberto Paviglianiti sul magazine L’isola che non c’era. A rileggerla, adesso che è passato più di un mese da quando io e Marco tirammo giù quelle frasi, mi fa quasi strano a vedere come sembri in fondo una cosa limpida e chiara. Il merito è sicuro dell’intervistatore, che ci tira fuori spunti veramente interessanti.

Come, ad esempio, sull’affaire Pasolini. Enver ieri, parlando dei Tecnosospiri, invocava una moratoria sul tema, chè è il terzo disco in pochi mesi con espliciti riferimenti al friulano che spingeva la sua Alfa nella notte.

Lo dico chiaro: inutile fargli troppi omaggi, chè se fosse vivo ci prenderebbe tutti a bastonate, a noi figli della borghesia. L’unica è tenerlo dentro, conservarlo, e sperare che un’altra generazione, forse migliore, apprenda il senso autentico di quelle parole.

Qui ci dicono esistenzialisti e sfrontati. M”ha scritto un’amica, dopo aver visto il concerto, che sembriamo una specie di colonna sonora della dolce vita in decomposizione.

Uau, parole grosse. Se è davvero così, non sarà mica semplice scoprirlo. Cinque persone tengono dentro una complessità da cattedrale gotica. Per chi vuol provare a capirci qualcosa comunque, le parole che seguono sono un buon punto da dove far partire l’indagine.

Elettronoir
E’ tutta colpa vostra
di Roberto Paviglianiti

Gli Elettronoir sono una giovane band romana che trova il proprio equilibrio stilistico unendo la passione per il cinema d’autore, le atmosfere misteriose e un’elettronica capace di rendere il tutto attuale e piacevolmente intrigante. Il loro nuovo lavoro Non un passo indietro – seconda parte di una trilogia iniziata con il disco d’esordio “Dal fronte dei colpevoli” – ha segnato un deciso avanzamento del loro progetto musicale. A tal proposito abbiamo rivolto alcune domande a Marco Pantosti (voce e pianoforte) e Matteo Cavucci (basso), che ci hanno dato delle risposte in linea con la loro filosofia creativa tra esistenzialismo e sfrontatezza.

(continua…)

Ventuno canzoni

Ventuno canzoni; ne abbiamo suonate così tante ieri sera al Mads. Per noi questo concerto era nato così: ritrovarci sul palco e tirare fuori il repertorio completo, in modo da testare tutti i meccanismi ed essere pronti per i set leggeri come per quelli impegnativi, per poter scegliere e pescare le canzoni di volta in volta, a seconda di quello che l’occasione richiede.

Era nata come una prova aperta, lo dicevamo, ma poi pian piano s’è trasformata in una specie di festa. E festa è stata davvero, con un mucchio di gente che è venuta proprio per stare insieme. Pure da lontano, come chi ha organizzato macchine  venute giù dalla Toscana e da Milano.

Questa è stata l’emozione più grossa di ieri: rivederci e potersi di nuovo abbracciare con chi ci segue da una vita e c’ha visto crescere, ma pure conoscere e stringere la mano a chi ha imparato che cosa vuol dire -elettronoir- giusto con l’ultimo album o qualche file scaricato il giorno prima.
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Come dicevo da un’altra parte, l’unico rimpianto di ieri sera è stato quello di non poter salutare tutti uno per uno, chiamarvi per nome e stringervi la mano, e lasciare che le chiacchiere scorrano e vadano da sè proprio come si fa tra amici.

E’ stato meraviglioso, e a momenti mi prendeva un colpo quando mi sono affacciato oltre le luci del palco a vedere quanti eravate. A vedervi da sopra quelle assi ci si scorda di ogni sacrificio, e si capisce in un attimo il motivo per cui si fanno le canzoni.
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Qualche foto in arrivo, e se pure voi ne avete ricordate sempre che c’è il gruppo su Flickr ove potete condividere. Un mucchio di cose ancora da dire, ci sono le magliette nuove (altre ancora!) e mille persone da ringraziare, come tutta la squadra che c’ha dato una mano a tirar su lo spettacolo. brassy, Sofia, Stefania, Aldo e Alessandro del Mads, chi c’ha prestato gli eq grafici e ancora e ancora.

Applausi, che lo spettacolo è stato il vostro.

Lunghi almeno 21 canzoni.

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Dal Fronte dei Colpevoli #102006 Non Un Passo Indietro

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