Il muro di Berlino

Mi aspettavo tutta la retorica che sta girando. L’attendevo ed è arrivata, inesorabile.

La democrazia che trionfa, il regime comunista che crolla, la libertà che fa il suo dovere.
Dico solo che se la libertà ha la faccia di Reagan e della Thatcher, non è libertà.
Il Papa che soffia sulle scintille polacche del fuocherello di Letwalenza non è libertà.
Gorbaciov e la sua perestroika non sono libertà.

Il muro è crollato e Thomas, mio coetaneo di Postdam, nel 1994, in una sola notte mi fece capire perchè e cosa era davvero quel bluff.
Alle otto di sera era ubriaco fradicio. Cominciò a sfondare le vetrine dei market che trovavamo per strada.
Strillava maledicendo il fatto che non trovava i soldi per iscriversi alla facoltà di Fisica.

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Lo Spettro di Newton

Un corpo di luce (-elettronoir-)
che incide sul cristallo (Due Fratelli),
da prospettive favorevoli e complici (istinti creativi),
rilascia la sua specifica consistenza (amore),
come dettaglio ulteriore della sua essenza (costante ricerca delle giuste domande),
restituendo così una immagine diversa del sé (anime che s’intrecciano per diventare altro senza trascinarsi più).

Il fenomeno è conosciuto come “Lo spettro di Newton“, la scomposizione e visione della luce, e da Martedì scorso va in scena al Teatro Spazio Uno (bellissimo!!!), in Via dei Panieri (er core de Trastevere), alle 21.00, fino al 15 Novembre.

S’intitola “Due Fratelli“, regia di Corso Codecasa…si piange, si ride, si trema….cosa volete di più dalla vita?

Sabato una rappresentanza degli -elettronoir- siederà fra l’intima platea del Teatro Spazio Uno…venite con noi?