Regia: Stefano Corso
Soggetto: Francesca Maiolino – Stefano Corso
Direttore della Fotografia: Francesca Maiolino
Montaggio e Digitalizzazione: Adelmo Togliani
Guardalo anche su youtube.
Regia: Stefano Corso
Soggetto: Francesca Maiolino – Stefano Corso
Direttore della Fotografia: Francesca Maiolino
Montaggio e Digitalizzazione: Adelmo Togliani
Guardalo anche su youtube.
Rinnovo i complimenti e per galanteria un inchino davanti a Georgia.. :)
Ho visto adesso che Blu nel mio contatore di winamp è a quota 102 ascolti..
…che piacere Burro :P
Gran bel video, grandissimo pezzo!
Quand’è che fate un salto nel profondo sud? ;)
Grazie Andrea! Non appena ci riprenderemo dagli acciacchi fisici che ci attanagliano cercheremo di trovare un pò di date tra cui di sicuro in puglia, campania…poi si vedrà! Stay tuned ;)
-elettronoir- , elettro-esistenzialismo: tra disperazione e salvezza.
Acciaio gelido, notti di sudore e nudità, di carezze e addii, possibilità, acque torbide, sirene vorticose, volti taglienti confusi alle ombre della notte, porte chiuse emblema dell’inevitabile, gesti che segnano un destino, Monaco e Berlino, Europa, fughe da un treno all’altro, da una stazione all’altra – ma in primo luogo dai propri demoni – , alienazione da sé medesimi, espiazioni, maledizioni di chi, infrangendo il tabù, diviene tabù, luci caleidoscopiche, cecità, amore che cede alla pietà, rabbia, perdono: storie idealtipiche di chi da un momento all’altro si ritrova alle prese con una scelta il cui senso è compreso solo allorquando la scelta si trasforma in condanna, come contro un muro, “dal fronte dei colpevoli”, scelta oscura che, improvvisa, individua la cifra della libertà e ne scopre il prezzo.
Neanche l’amore salva: è solo elegia, l’amore, ricordo, nostalgia per qualcosa di perduto che non si è custodito a dovere.
E l’amore profuso, donato, diventa tristezza, ferita atavica, senza tempo, per il tradimento di quell’abbraccio che solo avrebbe potuto salvare, se fosse bastato, se il mondo là fuori non fosse stato ancora più seducente, con le sue luci e i suoi furori.
Eppure non si muore, pur sull’abisso del niente: afflato di ribellione individualista che non si rassegna alla sconfitta, alla prigionia, al tradimento: speranza disperata che si scopre, essa sì, nel coraggio e nella paura di vivere contro ogni ordine costituito, ogni morale data, ogni destino inevitabile, perché, in fondo, una Giustizia assoluta è inaccessibile.
Tra le macerie urbane – tradita ogni illusione – restano due cose: la libertà – altra faccia della solitudine – e la pietà.
Parole dalle viscere – dell’anima e del tempo – avvolte da un velo di sincopi sintetiche – oscura, benedetta elettronica nell’era del frastuono preconfezionato – erompono dal fondo della rete ad aprire uno spazio di stupore, meraviglia rara.
Roberto Ravì Pinto
Ps. una piccola personale recensione per voi… a trovate anche sul mio fb ciao
grazie fab, che bello leggere il disco nelle tue parole…un abbraccio forte!
grazie sono contento che le mie parole t siano piaciute… ma io nn mi chiamo fabio, bensì roberto… fb stava per facebook (sempre che il tuo commento fosse rivolto a me) cmq ancora complimenti continuate così.
Complimenti per tutto! sito, musica, interviste…
Grazie Federico!
Ho piacevolmente ri-scoperto la vostra musica eclettica,intensa e sempre ispirata. Aspetto con ansia la terza parte….