Il muro di Berlino

Mi aspettavo tutta la retorica che sta girando. L’attendevo ed è arrivata, inesorabile.

La democrazia che trionfa, il regime comunista che crolla, la libertà che fa il suo dovere.
Dico solo che se la libertà ha la faccia di Reagan e della Thatcher, non è libertà.
Il Papa che soffia sulle scintille polacche del fuocherello di Letwalenza non è libertà.
Gorbaciov e la sua perestroika non sono libertà.

Il muro è crollato e Thomas, mio coetaneo di Postdam, nel 1994, in una sola notte mi fece capire perchè e cosa era davvero quel bluff.
Alle otto di sera era ubriaco fradicio. Cominciò a sfondare le vetrine dei market che trovavamo per strada.
Strillava maledicendo il fatto che non trovava i soldi per iscriversi alla facoltà di Fisica.

Malediceva il padre che non si era saputo reciclare ed era diventato alcolista, grazie ai sussidi della Germania “buona”.
Malediceva la madre che da ex atleta DDR aveva mollato tutto e tutti ed era andata a vivere non si sa dove nè con chi.
Malediceva Kohl,  i professori del suo liceo chiuso,  il fatto che la mattina doveva andare a consegnare i giornali nei quartieri dei ricchi per sette patate, un litro di latte, ed uno sfilatino di pane che si mangiava col fratello a lume di candela, ché l’elettricità non la potevano pagare.
Scappò via. Correva troppo veloce per me… Lo rividi due/tre giorni dopo.
Le mani fasciate, nocche distrutte mentre spargeva pezzi di cristallo Radical Kapital in giro per Berlino.

Il muro crollò molto prima dell’89.
Crollò quando la Polizei e la Stasi eseguirono gli ordini di chi non riusciva più a capire.
Il muro crollò quando le parabole sfondarono le antenne protette dei televisori dei cittadini della DDR.
Provate a giudicare ciò che siamo da ciò che appare in Tv e vedete se l’idea che vi fate è reale.
Il muro crollò quando più governi cominciarono a fare i capitalisti verniciati di rosso.
Ed erano gli anni sessanta, non il nove novembre 1989.
Il muro era stato costruito da poco, ma valeva solo per le masse…come da sempre del resto…
In quella notte dell’89 la prima ondata di gente dell’est entrò in un cinema porno.
Poi nei supermercati.
Poi nei negozi di ogni tipo.

Infine festeggiarono nei bar…e cominciarono ad ubriacarsi.

Quanto è bella la loro libertà…Grazie (ancora) Signora Thatcher!

3 pensieri su “Il muro di Berlino

  1. Sono in tanti a dire questo, sono gli stessi ad avere ragione. Come il senso ironico di un nickname del cazzo, che rimane. Dato che dare vento a queste parole per spingerle, molto spesso significa non essere ascoltati. Neanche dal vento stesso. Il controsenso di una base costruita su un’ isola al largo degli Stati Uniti per stipare detenuti Islamici, pensateci bene. La Base di Guantanamo, costruita su territorio Cubano, da sempre schierato contro gli Stati Uniti. Dichiarare illegale tale base, ma lasciarla operare. Controsenso, o errore politico? Ringrazio Castro. Il vero assassino di Guevara.

  2. Mi chiedo sempilcemente come il “famoso” blocco sovietico ad un certo punto non abbiano portato sul tavolo nuove idee, nuove istanze, insomma giovani e generazioni che migliorassero quel disegno e lo rendessero già avveniristico in termini sociali (rispetto a tutta la storia dell’uomo).
    Vinse il senso di un profitto pure lì.
    E da noi, in Italia, si scambiò l’alba per il tramonto…mi consola che sempre di sole si trattasse.
    Sempre un sole che si svela nella speranza di un avvenire semplicemente giusto.
    Ma le idee semplice dicono che sono populiste, il pensiero complesso vonce, ed è la menzogna caotica che tutto consuma e tutto fagocita, fino all’esplosione…
    Chissà cosa siamo, chissa cosa saremo tra qualche secolo…

  3. La fine del Comunismo arrivò in fretta. Tanto in fretta che i sospetti di un blocco già corrotto, vennero rese fondate. Nessuno, nel blocco, aveva mai accettato l’idea del rinnovo, non per mancanza di piacere nel farlo, ma perchè quella condizione retrograda in cui si era assopito il Comunismo, era la trama del copione scritto dal mondo occidentale, sotto falso nome “Democrazia”. Tutta tattica. I popoli del mondo erano e sono vittima di un copione scritto. E quel periodo ne è stato l’esempio: il mondo assisteva alla guerra fredda; l’America paese di sviluppo e democrazia, il blocco Sovietico simbolo di povertà sociale diffusa, di dittatura e violenza. Così il mondo si convinse che il Comunismo non era poi sto granchè. Così, quando la zuppa era cotta, si è fatto cadere il muro. Dall’interno del blocco. Berlinguer capì già 20 anni prima del muro che in realtà era l’America a guidare con fili invisibile le mosse Sovietiche. Infatti, prima gli fecero un attentato in Bulgaria e poi fecero in modo di farlo morire. E ora? Viviamo in un mondo represso, di idee e anime depresse/represse, nel nome della Democrazia e della civiltà. Molti dicono “è stato già detto/inventato tutto” in realtà è che ci hanno fatto passare la voglia e la facoltà di pensare. Sopratttutto a causa della tv.

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