La differenza tra leggerezza e peso del colore
Ieri notte ho dormito a fatica.
Alle due mi facevo una doccia a casa di Nando.
Il post concerto è una sensazione strana, una sensazione di contrario.
Tanto per citare Clint Eastwood, come nel pugilato, “…devi fare tutto ciò che c’è di più innaturale nei movimenti nel corpo. pensare di andare a sinistra torcendoti come per andare dalla parte opposta“…salire su un palco di mercoledì sera, stanco, pesante ed affaticato, e mentre suoni ricaricarti, rigenerarti come una purificazione laika, fino a sfiorare una sensazione di instancabilità, immunità naturale contro la sopportazione delle miserie.
Così come un pugile pestato a sangue, ma con l’adrenalina in circolo, mi sono trovato sotto la doccia.
L’acqua bollente addosso, a fine incontro.
L’asciugamano umido, gli occhi cerchiati ma lucidi.
Credo che tutti abbiano più destini e non uno solo.
Il mio è sicuramente quello di svuotarmi e riempirmi.
Sono della razza dinamo-generatore-elettrico.
Si fa scattare la rotella sulla gomma della ruota davanti e più pedali veloce più la luce diventa presente, costante, viva…
dentro i miei occhi cerchiati di celeste livido.
E’ la differenza tra leggerezza e peso del colore.
Un abbraccio per la felicità dell’incontrarsi con chi, da un po’ di tempo, ha il vizio di partire, prendere i treni o organizzare macchine per sentire gli -elettonoir-.
Stavolta, in particolare, due staffette:
Toscana (Firenze e provincia – dico a te, non sei una scatola vuota)
Puglia (Molfetta, by Elda’s Crew!)
P.S. Tom…corri!!!










novembre 10th, 2009 alle 01:43
umh…dimenticato nessuno??
novembre 10th, 2009 alle 22:12
…non ci provare, tu non c’eri al Brancaleone…!