Sono solo canzonette?
Certo che mi fa proprio impressione vedere in basso a destra del sito dell’ Isola che non c’era il nostro disco subito sotto a Maria Pia de Vito e Gino Paoli. Il che mi fa pensare un po’ a quanto sia bella e ricca la musica italiana, che, sempre per citare la homepage che compare oggi, tiene da Vasco a Dente e dai Calibro 35 a Pippo Pollina. E poi gli Ariadineve, un vecchio live di Mia Martini… Insomma, c’è da perdersi per davvero.
A guardarli così, ho come l’impressione che tanto ben di dio l’industria della musica di qui non se lo meriti. Ad esempio, c’è roba che potrebbe far da colonna sonora ad un sacco di gente in Europa o in tutto il resto del mondo, eppure con la scusa della crisi si preferisce importare le band inglesi che già arrivano col bel pacchetto promozionale all inclusive. Si gioca di rimessa insomma, piuttosto che attaccare con cose semplici, come le primizie dell’orto di casa.
Semplici, e gustose, come pure la recensione di Roberto Paviglianiti che leggete qui sotto.
Elettronoir
Autoprodotto
2008
Brani migliori:
Blu
Medea
Non Un Passo Indietro
Atmosfere che richiamano il cinema d’autore, toni minori, citazioni colte, elettronica tesa al raggiungimento del perfetto equilibrio tra fascino e mistero. Sono questi gli ingredienti dell’ottima ricetta musicale proposta dagli Elettronoir, band capitolina giunta al secondo atto di una trilogia iniziata con il precedente “Dal fronte dei colpevoli” del 2005. Questo nuovo Non un passo indietro (in download gratuito sul sito della band) rappresenta uno snodo decisivo nel loro cammino, perché ne cementa le convinzioni in merito alle scelte stilistiche e perché segna un deciso miglioramento lì dove serviva, ovvero nell’equilibrio generale di un suono che si è ispessito, fatto grande.
Undici passaggi, dei quali un paio strumentali, spesso incentrati sul pianoforte e sulla voce di Marco Pantosti, sempre avvolti da un’elettronica algida quanto basta, calda quando serve. Situazioni vicine al primo Franco Battiato che si alternano a tracce colme di melodia raffinata e confinate in un’ellissi timbrica ricercata, mai banale. E poi c’è l’altra voce del gruppo, quella della nuova vocalist Georgia Colloridi, che merita un capitolo a parte. Sensuale, profonda, capace di rimanere nei ricordi come nella bellissima Blu, un brano che fonde pop umano e loop artificiali, e nell’altrettanto suadente Bikini inferno. Chiudono il cerchio la title track, affidata alla voce recitante di Pierpaolo Pasolini, l’esile Ieri, oggi, domani e una serie di episodi legati a una new wave decadente, piovigginosa. Forse per loro è presto per tirare le somme, ma per il momento il bilancio creativo degli Elettronoir sembra non risentire della crisi dilagante.
Roberto Paviglianiti,
L’isola che non c’era, Marzo 2009
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marzo 16th, 2009 alle 22:14
gran bella recensione.
a proposito dei brani migliori, Blu mi piaceva particolarmente, e, premettendo che non sono un granché in videomaking, ho tolto una mezz’oretta dal mio tempo libero e mi sono permesso di fare un video da caricare su youtube, non sarà particolarmente bello ma per il momento sembra l’unico, quindi, sperando di non aver infranto copyrights vari, accontentatevi =P
http://www.youtube.com/watch?v=TvQUz5ATCMo
continuate così ragazzi! un fan :)
marzo 16th, 2009 alle 22:29
Roberto, sono senza parole. Hai fatto un gran lavoro, specie per chi ora ci andrà a cercare su youtube o magari capiterà lì per caso.
Grazie, perchè se c’è una cosa bella nel fare le canzoni, è vedere come queste crescono e prendono direzioni che mai avresti immaginato.
Mi sa pure che su facebook ci chiedevi di qualche concerto a Milano: keep in touch, che presto forse avremo buone notizie ;)
marzo 16th, 2009 alle 22:36
ehehe, sono contento di sentirtelo dire, mi lusinga.
comunque, ero io, non sbagli: e ribadisco che qui a Milano attendiamo queste buone notizie! ciao (sperando di vedervi presto dal vivo) :)
marzo 18th, 2009 alle 22:01
matteo, ti invocano su facebook :)