Via, su una barca a vela…
Ho conosciuto Vittore Baroni quasi per caso: non ci crederete, ma gli arrivò una mia mail che avevo indirizzato ad un altro. Vi sipego meglio: erano i tempi in cui già al primo di ogni mese l’edicolante mi vedeva scrutare pensoso la vetrina dedicata alle riviste di musica. Buttavo sempre un occhio per vedere se fosse uscito Rumore, che all’epoca mi piaceva proprio un sacco. me lo sbranavo con tanta fame che già dopo un paio di giorni ne avevo letto e riletto ogni pagina.
Tra le varie rubriche che più mi appassionavano ce n’era una veramente gustosa: Alvise Simonazzi, un uomo che aveva l’infinita collezione di dischi ordinati per orario ideale d’ascolto e stati d’animo, scriveva di leggende perdute del rock, proprio come lo zio veterano che tutti abbiamo sognato di avere.
Va a finire che dopo un biennio di perle come cantanti nasuti e canzoni in chiave di Z, zio Alvise decise di ritirarsi nelle meraviglie della sua collezione, e di lasciare la paginetta ad un destino diverso. Aveva però una buona abitudine di mettere sempre in bella vista la sua email, ed io, appena finito di leggere il suo commiato, non potei proprio far a meno di scrivergli.
“Dopo esser stato Luther Blissett, mutare identità è davvero semplice”. C’era scritto questo tra le righe della lettera che poco dopo mi arrivò come risposta. La firmava proprio Vittore, che aveva modellato Alvise su eventi reali della sua vita misti a vere fantasie, e ad una scrittura elegante come le dita di Duke Ellington.
Lo stesso Vittore Baroni che, inaspettatamente, su Rumore di questo mese parla del nostro disco, e lo mette in cima alla sua playlist personale. Chissà se è piaciuto anche allo zio Alvise, e in quale incrocio di coordinate orario ideale/stato d’animo della sua collezione siamo finiti…
su Rumore di febbraio 2009
In un’epoca in cui la rapidità di upload/download e il basso peso specifico degli Mp3 ci stanno disabituando alla complessità dei vecchi “concept album” di studio, il quintetto capitolino Elettronoir porta con determinazione a compimento in Non Un Passo Indietro la sua trilogia di lavori ambientati nei cupi anni di piombo, scaricabili gratis da http://elettronoir.com ma nondimeno prodotti come dio comanda. Sempre più convincente, negli undici nuovi brani, la miscela di indie rock tricolore, echi new wave e musica per il cinema, su testi maturi e con le efficaci voci di Marco Pantosti e Georgia Colloridi. La title-track, in cui Pasolini legge Gramsci, la pulsante e malinconica Berliner, il pop evoluto di Amore Dimentica / Pietà Raccoglie, sono solo i picchi di un progetto davvero esemplare.(…)
Playlist
Elettronoir Non Un Passo Indietro
Elvis vs. Spankox Re:Versions
Kraftwerk Minimum – Maximum (bye bye Florian)
Bang Art 1 bimestrale d’arte di Coniglio Editore
Johnny Grieco I’m Cool
Vittore Baroni,
Rumore, febbraio 2009
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febbraio 5th, 2009 alle 15:50
………..a vele spiegate e col vento in poppa……………………………
febbraio 5th, 2009 alle 19:36
Ah cì, ma hai visto che meraviglia la mail art?
febbraio 6th, 2009 alle 10:56
Questa storia che hai raccontato mi ha portato proprio lontano , sai quando ti perdi in qualcosa che …. cercavi , un tassello di un puzzle che si era nascosto sotto la poltrona rossa di tua nonna e che non osavi spostare per rispetto, per paura o per chissà quale altro veleno dell’anima. E’ da un po’ che desideravo trasformarmi in un essere capace di ingoiare musica e non esserne mai sazio, di digerirla e catalogarla in ogni piega emotiva ….e codesto Alvise Simonazzi ..lo andrò a cercare! Sto preparando una tesi sulla musicoterapia e… grazie per la contaminazione!
febbraio 6th, 2009 alle 16:50
Laura, mi sa che stavolta fai meglio a chiedere direttamente a Vittore, no? :D
In bocca al lupo per la tua tesi!