-elettronoir-

Un suono sospeso tra Morricone e Cure, Warp e Labrador. Gli anni ‘70 delle pellicole italiane e gli anni ‘80 della New Wave. Avanguardia e melodia. Pianoforte, Voce Maschile. Chitarra Basso. Elettronica, Campionamenti. Voce Femminile. Storie d’Italia degli anni 70, rosse come il sangue e nere come il piombo. Una colonna sonora per film già scritti, diretti, interpretati.



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Non un passo avanti

Una buona notizia e una cattiva. Quella cattiva è che Rockit.it ha recensito Non Un Passo Indietro nonostante non glie l’avessimo chiesto, sicuri che sarebbe finito confuso tra le quintalate di demo o sotto le grinfie di qualche hipster dei navigli.

Quella buona però è che, invece di stare a farselo raccontare da Antonio Belmonte, l’utente che per caso capita lì in quella pagina si può ascoltare tutto l’album con le sue orecchie, facendosi un giudizio che va un po’ oltre al paragone con i Colloquio, i Runes Order e i Dierrekappa -tutte belle band, che però ho dovuto cercare su google per vedere se esistessero davvero.

Di più, se uno segue il filo dei link, se lo può pure scaricare, il nostro album; così ha tutto il tempo per farsi un’idea propria, e magari, venirla a raccontare qui.

Elettronoir
Non Un Passo Indietro

Un buona notizia e una cattiva. Quella buona è che agli Elettronoir va riconosciuto il merito di dare seguito a quella scena, ormai in via di estinzione, di elettropop cantautorale dalle marcate tinteggiature notturne che trova validi proseliti in personaggi come Dierrekappa, Colloquio o, se vogliamo, per alcuni versi, gli stessi Offlaga Disco Pax; quella cattiva è che questo disco non riesce ad angosciarmi come dovrebbe (e vorrebbe).
Una intro folgorante che lascia presagire atmosfere claustrofobiche alla Runes Order (per intendersi) e poi via, verso sillogismi musicali suggestivi quanto poco arditi: è l’inaspettato buonismo melodico (forse camuffato da raffinatezza) che pervade il disco a lasciarmi un po’ d’amaro in bocca, in contrapposizione a liriche ferali che invece “suonano” bene e storicamente in linea con quelle produzioni musicali noir che si ispirano alle colonne sonore dei gialli italiani anni 70 e alla cronaca nera.
Colpa del mio integralismo che fa spesso capolino in questi casi ma quando si tratta di raccontare “storie torbide e maledette” pretendo la cattiveria più corrosiva (si ascolti “X: final solution” dei già citati Runes Order) o, al massimo, l’antitetica trasfigurazione pop alla Baustelle: qui siamo esattamente nel mezzo, come in un limbo, e solo laddove la tensione si fa più lugubre (la pasoliniana “Non un passo indietro”, “Berliner”, “Cruel”) la band capitolina vola altissima, mentre sui restanti episodi si rilassa in una successione di romanticherie new wave/soft-dark – ulteriormente edulcorate dalla splendida voce di Georgia Colloridi – che graffiano senza però far sanguinare.
Un disco piacevole, ben arrangiato, cinematograficamente evocativo, da gustarsi durante un solitario girovagare notturno per le periferie della capitale, ma tuttavia non abbastanza inquietante per indurti ad accelerare il passo nei vicoli più bui e minacciosi.

Antonio Belmonte,
Rockit.it, gennaio 2009

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13 Commenti a “Non un passo avanti”

  1. davide dice:

    …….dai matte’ non essere acidino…….
    in fondo la recensione di antonio belmonte è in linea col suono sporco.. meno patinato e compresso dei nostri live…

  2. Matteo dice:

    Mannò mannò, in fondo il mio è solo un elogio ad un nuovo modo di intendere la recensione, dove quando si legge di un disco si ha anche la possibilità di ascoltarlo. E’ una rivoluzione copernicana rispetto a quando, ragazzino, mi compravo Rumore.

    Riguardo ciò che si dice qui sopra, non credo affatto che Belmonte (uah, come il torero di Hemingway!) sia stupido, anzi. Mi sembra però che cerchi dentro a NUPI quello che NUPI non è, ovvero un disco di electro-dark oscuro, tenebroso e col cerone in faccia (cfr. i gruppi con cui ci paragona). Un gruppo da Ritual, insomma.

    Non è che se usiamo l’elettronica e i testi raccontano qualcosa allora siam per forza quella cosa lì.

    Pensarlo sarebbe come fare l’errore di quella gente che vede Allevi col frac che suona il pianoforte a coda e allora pensa che suoni musica classica.

    Dice il saggio: se senti rumore di zoccoli, pensi “cavallo”; attento però, può essere “zebra”.

    ahahahah :D

  3. enver dice:

    ma quante ne sai! ;) paroleacasoparoleacaso…

  4. Il "torero" Belmonte dice:

    ..E meno male che c’è Google ragazzi: quante cose nuove avete imparato.
    Naturalmente colgo l’occasione per ringraziarvi per non avermi poi così sottostimato del tutto: suvvia, poi così stupido non sono. Diciamo, forse, che ascolto solo più musica di voi, o che forse ho 2 orecchie più allenate delle vostre, o sono semplicemente più informato, chissà…
    Ad ogni modo “l’elettro dark oscuro” l’ho citato sotto un altro profilo che evidentemente non avete colto (ma in fondo chi se ne frega, no?). Tra i gruppi citati nella recensione non mi risulta che nessuno di loro usi il cerone, se non forse il buon vecchio Bianconi…Ma questa è un’altra storia. Oppure anche il saggio Max Collini è un grande estimatore dei cosmetici L’Oreal???
    Per concludere: affermare che assomigliate solo ai Baustelle, come tanti sostengono, mi sembrava e mi sembra riduttivo, tuttavia continuo a pensare che non abbiate colto a pieno il senso della recensione. Peraltro in quanto unica a stemperare un feedback ampiamente positivo penso abbia un po’irritato il vostro senso di “invulnerabilità”.
    Attendo trepidante l’intervista di venerdì sera, con chi di voi avrà tempo e voglia di parteciparvi, per chiarire e chiarirsi le idee.

    Antonio Belmonte

  5. Raffaele dice:

    Ragazzi io non sono un critico musicale, per fortuna, sennò ascoltare musica sarebbe stato un incubo, ma dico solo che il disco più l’ascolto e più mi piace. non sono neanche un esperto di elettropop, anzi ho forse sempre rifuggito da queste sonorità per diversi motivi,non sono neanche un musicista, alè, ma la musica l’ascolto e questo disco mi piace.come disse qualcuno “il critico è colui che vive la vita in un tunnel oscuro e quando ne esce scambia la luce per semplicità” (dico qualuno perchè non mi ricordo il nome di chi lo disse, ma era un editore.Detto ciò, almeno la metà del disco mi pare da grandissimo livello, Berliner è da paura e poi la voce di Geogia è davvero stupenda.

  6. Matteo dice:

    …Sei prrropio tu John Wayne? e io chi sarei?

    Roma. Ecco le principali notizie: Rockit ci intervista. Il maniòmio eletto prodotto dell’anno 2009.

  7. Il "torero" Belmonte dice:

    Esatto, Rockit v’intervisterà anche se non glielo avete chiesto!
    Sarebbe bello avervi tutti e 5 piuttosto che un paio di voi in rappresentanza della band…Sarà più stimolante la mattanza:-)

  8. Matteo dice:

    ollalà, il grande Raf! Internet è una cosa meravigliosa, isn’t it?

  9. Georgia dice:

    Ma insomma, quest’intervista…s’ha da fare o no??? e come? e quando?? Se la fate senza di me, è la volta buona che me ne vado dai matia bazar :)

  10. Georgia dice:

    “Torero”, ti farò sanguinare come la madonnina di Civitavecchia!ahaha!!!

  11. Matteo dice:

    ah Geo, leggila la tua posta @elettronoir.it!

  12. Il "torero" Belmonte dice:

    Ho proposto a Matteo di farla Venerdì sera alle 21.30, via chat su MSN, per quanto sarebbe stato più divertente farla direttamente a Roma davanti ad un buon bicchiere di rosso.
    Accordatevi e fatemi sapere.
    Antonio

  13. il patto di varsavia seppellirà la vostra cara europa dice:

    fico.
    georgia, non te ne andare dai matia bazar, ti prego.
    però sarebbe stao più carino telefonicamente, magari con un vivavoce… msn è così freddo…
    elettronoir: sound ingegnere.(cit.)
    attività del giorno: sbrodolarsi.

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Dal Fronte dei Colpevoli #102006 Non Un Passo Indietro

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