Dark Movie Feuilleton
Insomma è andata a finire che la prima rivista che ho comprato in questo 2009 è stata BlowUp. C’è da dirlo: hanno una distribuzione ottima se riescono a stare in edicola puntuali anche tra rossi sul calendario e ponti lunghi, ma lì sanno di avere una missione. Non possono certo deludere i piccoli amici a casa, propro quando c’è da compilare il primo cd-r dell’anno con cui sfidare gli amici a dj-set pretenzioso.
Era da po’ che avevo smesso di comprarla, quella che era la fanzine dell’uomo nell’alto castello Stefano I. Bianchi: gli ultimi numeri li apprezzavo più per le fotografie e le retrospettive. La prima cosa però che ho notato è che col tempo pure lei s’è dimagrita: la prima volta che la comprai pareva tenere più pagine. Che vuoi farci, forse pure qua si deve rinunciare alla pancia per mettere i cheap monday.
Insomma dicevo: anche stavolta si corre in soccorso dei miei e dei vostri argomenti in caso di gente che se la tira parlando di quant’èbbravovascobrondi offrendo spunti per rispondere a tono come: si ma mai quanto il pianista che pare il figlio di ghezzi o la grana grossa del virtuoso del banjo piena di esplosioni brucianti e slanci siderali.
A questo giro però, se superate indenni 6 PAGINE di nerd che si sfidano a trovare qual è il megliodiscodel2008, magari vi casca l’occhio sulla recensione di Non Un Passo Indietro, che per la cronaca è a pagina 63 tra i back eyed dog e i franz ferdinand. C’è andata bene anche a questo giro: Enrico Veronese sfodera per noi frasi come “vicenda avulsa dal corrente mènage dell’indie italiano” e noi non possiamo esserne che grati di così bel favellare.
DARK MOVIE FEUILLETON
–elettronoir-
Non un passo indietro * CD in free download su elettronoir.com * 11t-39:28
Grandi passi in avanti invece, in casa dei romani, giunti al vertice della trilogia che denota una raggiunta ricchezza e articolazione nei suoni con nuove, mature ed opportune impostazioni vocali: una vicenda fortemente retrospettiva ed enfatica, abbastanza avulsa dal corrente ménage dell’indie italiano. La sceneggiatura della fuga connotata agli anni di piombo ha un prologo impeccabile con Cruel e il culmine in Berliner, le Vite Degli Altri in ticket Ferretti/Battiato cui mancano solo bassi più pronunciati per una esposizione universale. Efficace torna anche Blu, tappeto M83 affidato alla voce di Georgia Colloridi, che così come in Medea fa rivivere l’estensione di Antonella Ruggiero nel suo periodo aureo; le ceneri di Gramsci nella titletrack sono lette da Pasolini a ricordare la Rabbia, l’universalmente grande. Intrigante la matrice Depeche di La ballata della violenza e riuscita anche Bikini inferno, l’unica a pagare un piccolo dazio alle cose più oscure dei Baustelle (“c’era solo questo di me? Avevate questo per me? Volevate questo di me?”). In altri tempi la Schola Cantorum musicava confessioni omicide capitoline col folk di Lella, oggi gli -elettronoir- per il loro Romanzo Criminale paiono non cercare la facilità del pop: una registrata ai testi spesso criptici, partendo dallo sfrondare gli archetipi che oscillano al gotico -le antiche cattedrali, i “dèmoni”- e la posta sarà finalmente servita sul piatto d’argento che già ora luccica. (7)
Enrico Veronese,
BlowUp #128, gennaio 2009
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gennaio 5th, 2009 alle 18:48
ma bravi bravi bravi! e se lo dice persino enver…chapeau!
gennaio 5th, 2009 alle 21:21
enver lo amiamo: come non essere orgogliosi delle sue recensioni dove deve dire per forza che non gli piacciamo anche quando gli piacciamo? ma no, non farmi essere cattivo che a questo giro è stato bravo.
suvvia però, s’ha da far comunque qualcosa. Propongo una tempesta di email verso la sua casella con oggetto: enver ti amo; testo: se fai suonare gli elettronoir a Milano.
:D
gennaio 6th, 2009 alle 03:00
sottoscrivo. anzi, domani gli scrivo. ;-)
gennaio 7th, 2009 alle 12:19
“e finiamola con queste leccate” (GMV durante il suo insediamento in Indagine etc.) :D
a Milano non ho (più) di queste possibilità. in altre parti del nord e del centro e del sud, si può verificare…
gennaio 7th, 2009 alle 12:47
Ma come, io ti mando le pulzelle nella casella email, e mi ringrazi così?
Comunque era tanto per legare il discorso a questo, dove si fa riferimento all’industrioso capoluogo lombardo.
“Fai il tuo lavoro…ti tengo in pugno! (da 5:40)
gennaio 7th, 2009 alle 14:40
Patanè, io ti risbatto a raccattare informazioni a piazza Navona!
gennaio 8th, 2009 alle 12:30
adoro quando i “grandi maestri della musichitaliana” sciorinano neologismi e parole semi-incomprensibili per descrivere un artista o un disco di cui non hanno una classificazione certa. ad esempio: hanno descritto ODD a suo tempo come il sosia di mango…o accostandolo alla produzione artistica dei matia bazar. oppure tutta la crocifissione riservata a Blokulla… suggerisco di cercare gli articoli e contattare la anatomy production per ascoltare anche un solo pezzo…e sbugiardare i “critici”.
dai… alla fine i Masoko sono orecchiabili:D
grazie a G.C.
p.s. vorrei tanto sentire di nuovo i “santarita sakkascia”.
kiss.
gennaio 8th, 2009 alle 14:44
…ma che vuoi fare, Sifilone: nell’era in cui per farti un’idea di come suona un gruppo ti bastano un paio di click su myspace, meglio che le recensioni diventino pura letteratura metafisica. Magari tra flussi di coscienza vari ci scappa il nuovo Joice.
Per quanto riguarda i masoko: beh, il problema non sono certo i pezzi che suonano. Il fatto è che s’atteggiano a potenza mondiale quando, appunto, scrivono solo (belle? mh…) canzonette.
Ecco, se venissero a dirmi “oh, eccoci, ci piace bere fino ad ubriacarci come i 14enni e poi pisciare contro le macchine parcheggiate” quasi non me ne fregherebbe nulla.
Invece mi dicono che dentro a “Maiale” ci stanno i Devo e i gruppi inglesi che loro vorrebbero essere, e per di più c’hanno il circolo e luzietti che proprio non ci possono credere che non mi piacciano, motivo per cui me li sparano in ogni dove manco fossimo in un campo di rieducazione della Cambogia di Pol Pot.
Spiacente: la (loro) musica mi fa sentire male (feat. Amari).
gennaio 8th, 2009 alle 21:27
caro matteo, se non fosse per il culo che hanno avuto incontrando giorgio canali… perchè saranno pure bravi(cercherò il significato sul vocabolario) a fare canzonette, ma se non era per lui, rimanevano a “bubu7te” e chi s’è visto s’è visto:). una cosa c’è però. loro al limite potrebbero farVi da gruppo spalla:) ah, tra l’altro, mi busso sulla copia numero uno di “non un passo indietro” e la voglio pure firmata da tutti voi… devo fare un regalo, mica mi farai fare brutta figura:)
sempre in gamba.
kiss.
gennaio 8th, 2009 alle 21:29
tra l’altro “maiale” è il pezzo più brutto dell’EP.
gennaio 8th, 2009 alle 21:59
Sifilone, stiamo attaccati allo stampatore giorno e notte, chè s’ha da sbrigare con queste stampe. Appena pronto lo sentirai strombazzare manco fossero le trombe del giorno del gudizio, tanto lo aspettiamo.
Per la numero uno nessun problema, tanto non son numerate ;). Per le firme invece, suvvia, non farci montare troppo la testa, altrimenti poi succede che sulla prossima copertina ti ritrovi le nostre facce.
gennaio 8th, 2009 alle 23:45
eheheh, beh, anche solo graficamente parlando, la riuscita potrebbe difficilmente essere di qualità inferiore…
gennaio 9th, 2009 alle 15:04
oddio speriamo di no…
“ft. amari” e ce lo dovevano mettere sulla copertina?
per la serie: ehi, guardate… siamo importanti perchè abbiamo suonato con dei tizi che hanno venduto più di x copie (inserire un numero tra 100 e 1000), e che hanno pubblicato un singolo in giappone(?)
lamentela generica:
chi è stufo degli inglesismi in campo musicale alzi la mano.
tipo: “partecipiamo ad un contest” oppure “ft.” oppure “abbiamo un sound”.
attività del giorno: lamentarsi.
kiss