Per fare un tavolo…
In tanti ci chiedono, ora che è sono usciti gli .mp3 di Non Un Passo Indietro se possono acquistare la loro copia in cd. Personalmente, sono con loro: ascoltare un disco in religioso silenzio, distesi sul divano per assaporarne ogni sfumatura è un piacere che i file compressi non ce la fanno proprio a dare. Un disco ha una qualità che ti permette di percepire ogni sfumatura, ogni particolare, proprio come fossi davanti ad un bel dipinto, o al cinema.
Non Un Passo Indietro però è fermo dallo stampatore. Ce ne scusiamo, ma col natale la domanda aumenta, compresa quella per dischi e ristampe. Dato che ci siamo però, forse è meglio raccontarvi tutta la storia, così, nel caso aveste un gruppo pure voi, ne potete trarre anche la morale.
Per fare un disco, occorre prima di tutto scriverlo, provarlo e riprovarlo. E’ bene conoscerlo come le proprie tasche, avere già in mente quello che diventerà, ma anche no. N.U.P.I l’abbiamo cominciato a provare lo scorso inverno, ma nessuno di noi son sicuro aveva in mente ciò che sarebbe uscito fuori. I testi, per dire: ricordo che era estate quando arrivammo ad una stesura definitiva. Comunque, mi sa che son partito da un po’ troppo lontano per fare la piccola guida ai problemi di un disco, e dunque volo direttamente a quando il disco è lì, bello arrangiato, registrato e missato.
Per un gruppo totalmente autarchico come il nostro, occorre risolvere tutti i problemi che ci sono attorno ad un disco in prima persona. Lo scoglio maggiore, ça va sans dire, è la copertina.
Dato che sono assai rari in natura i geni che spiccano in ogni arte, occorre affidarsi ad esterni per lavori che, se fatti da soli, danno davvero scarsi risultati. Occorre per prima cosa un disegnatore/fotografo per il soggetto. Per Non Un Passo Indietro, già come era accaduto per Dal Fronte dei Colpevoli, è stato ancora David de Rosa, paisà di San Francisco, CA. Ci innamorammo dei suoi lavori sfogliando il suo sito internet. Un giro di mail, e subito è scattata l’amicizia.
Trovato quello che si vuole, e ottenuti i permessi, occorre che qualcuno pratico del mestiere trasformi quell’immagine nella copertina completa di un disco intero, e non è certo semplice se si tratta di fare pure un libretto di otto pagine. A questo giro c’è piovuta dal cielo Aria, che ha messo le mani su Illustrator e ha definito lo stile per tutto l’impianto grafico. Quando lo si avrà in mano capirete cosa dico. Per il momento, sappiate solo che ha fatto un gran lavoro. Raccomandazione per i piccoli amici che ci seguono da casa: non provate a farlo da soli, si rischia grosso, anche con le forbici con la punta arrotondata.
Armati di file pronti per la stampa offset, si va dallo stampatore, che provvederà a trasformare quello che fin ora è stato solo pan per computer in qualcosa da poter coccolare prima di dormire. Per noi già da un po’ ci pensa Media.go, che ha il pregio di stare in città e non doverci caricare così le spese di trasporto. Occhio pure qua, i dischi pesano assai.
Fosse finita qui, sarebbe una passeggiata, ma invece dietro l’angolo si nasconde il vero boss di fine livello da tremila punti: la siae. Dato che c’è parecchia confusione sul fatto che i dischi possano essere stampati anche senza bollino, vi diciamo la nostra. Se (e solo se) avete il pezzo depositato, e dunque ci sono diritti d’autore su quella canzone, niente da fare: s’ha da pagare. Trovare il costo esatto pare impossibile da stabilire a priori, ma il sito ufficiale dichiara 0,0310 euro / bollino, iva esente. Preparatevi a lunghe file e moduli con le scritte piccole, e mettete in preventivo un dieci giorni buoni affinchè stampino quel famoso quadratino che una volta messo è impossible da togliere.
Ecco, arrivati a questo punto vi sarete resi conto da soli quanto è complicato fare un disco, nel senso letterale del termine. Immaginate poi di dovervi occupare pure della parte prima (scrittura, arrangiamento, registrazione, missaggio) e della parte dopo (sito, lancio, newsletter e affini). Ora di sicuro ci guardereste con occhi più indulgenti se ammettessimo che qualche cosa in questa filiera appena descritta s’è inceppata.
Comunque non c’è da disperare, pure il cd arriverà presto, e non mancheremo di comunicarvelo in tutti i modi.
Intanto, per i più compulsivi, rimane online la pagina “pazienta!”










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