Certe cose restano…
Roberto Bonfanti è l’autore di un delizioso libello che si chiama Tutto passa invano. Ma non è vero Rob, certe cose mica passano invano: se uno ha avuto un’etichetta discografica, ad esempio, ascolterà sempre la musica con quell’espressione di chi ne sa, di chi riesce a leggere tra le righe. Mica a torto, mi viene da pensare: ciò che gira intorno ai dischi e alle canzonette è cosa che occorre averla vista da vicino, per poter capire bene.
Comunque, tutte queste chiacchiere per dire che Roberto Bonfanti ha scritto una recensione di Non Un Passo Indietro per il webmag Kronic. A leggerla, si capisce subito che certe cose restano.
-elettronoir- Non Un Passo Indietro, Kronic.it, dicembre 2008
Canzoni criminali fra Pasolini ed il muro di Berlino
A volte l’approccio è tutto. E l’approccio degli Elettronoir è di quelli che meritano stima a priori.
Un approccio che ti fa sentire che per fortuna c’è ancora qualcuno che ha voglia di dire qualcosa e di farlo con un proprio linguaggio; qualcuno per cui fare musica indipendente non vuol dire mettersi una maglietta a righe ed imitare la new sensation americana ad un festivalino alla moda sponsorizzato da una qualsiasi multinazionale delle scarpe; qualcuno per cui Pasolini non è solo un nome da citare a caso per darsi un tono radical-chic fra un mojito e l’altro in una qualche serata indie-danzereccia.
Gli Elettronoir creano un loro stile ripartendo dalle origini: da un immaginario decadente e romantico che si riaggancia all’Italia degli anni di piombo ed alla Berlino divisa dal muro; dalla voglia di raccontare storie e dall’idea di “concept album” degli anni ‘70; dagli anni ‘80 inquieti dei Diaframma e dei CCCP; dalle sonorità stridenti ed angosciose e dalla voglia di contaminazione degli anni ‘90 del rock alternativo; da una commistione particolare fra canzone d’autore, new wave e psichedelia che non disdegna però, di tanto in tanto, un tocco di pop elegante costruendo così un universo sonoro in cui pianoforte, elettronica e strumenti “rock” si sposano in modo decisamente suggestivo.
Dopo il precedente “Dal fronte dei colpevoli” e l’ep “#102006″, “Non un passo indietro” rappresenta la conferma di una delle realtà più interessanti, inquiete ed affascinanti del panorama “sommerso” italiano, questa volta con un pizzico di maturità in più rispetto al passato che porta la band a costruire un sound ancora più compatto ed incisivo, forse anche grazie ad un lavoro di scrittura più asciutto e diretto che valorizza ancora meglio le potenzialità del gruppo.
Non facilissimi da catalogare ma decisamente da ascoltare, anche scaricando gratis l’intero album dal Sito della band.
Roberto Bonfanti,
Kronic, dicembre 2008
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dicembre 17th, 2008 alle 14:52
Rob è una persona di spiccata sensibilità, un ottimo ascoltatore musicale. Una brava persona e, anche, un discreto narratore.
Non mi sorprende che abbia apprezzato il vostro nuovo lavoro…