Undici
Alcuni dicono sia il tredici, ma è l’undici ciò che chiamano la dozzina del diavolo. È il più piccolo numero palindromo, non è la somma di due numeri primi. Se dico Undici, e aggiungo Settembre, tutti pensano al 2001, qualcuno al 1973. Undici erano i giorni di marzo quel giorno a Madrid, Undici era l’Apollo che toccò la luna.
Undici sono le canzoni del nuovo disco di -elettronoir-, e il primo indizio per scoprire il nuovo album parte dalla fine, dall’ultima canzone.
Avvicinati più che puoi
Non pensare
Sii veloce
Così sta scritto sul manuale di una Lomo.
11. Lomo
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-elettronoir-, attraverso l’occhio di Fabrizio Perrini. Le vedi meglio sul nostro flickr.










novembre 30th, 2008 alle 18:49
Bella storia!!
dicembre 1st, 2008 alle 09:39
ciao ragazzi…
il sito mi piace molto, davvero…
il Pantosti un po meno ;-)
un abbraccio e in bocca al lupo
ale s.i.
dicembre 1st, 2008 alle 10:05
Crepi Ale…intanto qua si aspetta con ansia il prossimo SporcoImpossibile!
ps: Pantosti è bellissimo, suvvia!
dicembre 1st, 2008 alle 11:05
Dai, Alessa’, che ci sono solo primi piani di Georgia, su…
Contenta che il sito che ho fatto io ti piaccia. Mi sento soddisfatta!
Molto interessante la frase del manuale della Lomo, anzi, direi proprio bella:
Avvicinati più che puoi
Non pensare
Sii veloce
dicembre 1st, 2008 alle 15:11
brassy, in realtà quelle sono le regole cinque, sei e sette tratte dalle golden rules della lomografia.
dicembre 2nd, 2008 alle 00:23
“ps: Pantosti è bellissimo, suvvia!”
Punto!
dicembre 2nd, 2008 alle 09:03
congratulazioni. sito molto bello. direi che ci siamo. adesso fuori l’album…. :)
dicembre 3rd, 2008 alle 12:33
“Don’t think, just shoot”,
dicembre 3rd, 2008 alle 12:44
mate, la tua potrebbe essere tranquillamente la frase che accompagna un altro pezzo del disco, se to shoot fosse inteso come sparare.
…ci arriveremo ;)
dicembre 4th, 2008 alle 15:50
wow..attendo allora..la frase mi aveva ispirato una storia fotografica proprio qlke giorno fa
dicembre 5th, 2008 alle 19:51
riprende il viaggio che ho sospeso per tutto questo tempo… bellissima!
dicembre 9th, 2008 alle 02:22
grandi.
affascinata da quelli che sono ormai quasi dieci anni dall’indiepop dei baustelle in maniera irrevocabile,aspettavo da tempo l’occasione di riINNAMORARMI” al volo di un suono, quando è successo ho trovato voi.
dicembre 9th, 2008 alle 10:12
beh, gran complimento quello che ci fai, Cappero. All’epoca, tanto tempo fa, m’innamorai anche io dei Baustelle da Montepulciano. C’andai propio in fissa. Basta però suvvia, che ieri ho pure scoperto che c’è un gruppo su Facebook di ‘quelli che ascoltavano i bau prima di charlie’. l’agiografia baustelliana comincia ad essere roba per accademici, e a me in fondo interessano solo le canzonette ;)
dicembre 9th, 2008 alle 10:13
qua sopra ero io…
dicembre 9th, 2008 alle 11:31
”l’agiografia baustelliana comincia ad essere roba per accademici, e a me in fondo interessano solo le canzonette ;)”
mi sono appena svegliata e nn ho ben inteso…cmq se ho scoperto gli elettronoir e solo grazie alla passione x i bau, e sarebbe speldido se faceste ancora qlks insieme..vabbè ora scarico però!!;)
dicembre 9th, 2008 alle 11:46
ehehe, pure io vorrei tanto essere ancora a dormire, comunque, era tutto per dire, cara Mate che se c’è una cosa che cerco nei baustelle (come in qualsiasi altro gruppo…) sono le (belle) canzoni.
Quella è la ciccia. La gara a ‘ero bau-fan prima di te’ può essere pure divertente, ma a me bastano, semplicemente, le canzoni.
Ciò non toglie che potrei star a parlare fino al mattino dei gruppi che mi piacciono, ma questo in fondo è un altro discorso ;)
Comunque, di incroci -elettronoir- / baustelle ce ne sono stati…
Uno dei giorni più belli che ricordo fu quando registrammo Mondo Folle per includerla in extremis su #102006. Si era ancora nel nostro vecchio studio nella grotta, e per acclimatare per bene Rachele, Marco svuotò la sua cantina di Montepulciano.
Alla Notte Bianca invece, fu uno dei concerti più intensi in assoluto. Speriamo di tornare presto a suonare, va’, altrimenti mi commuovo.
dicembre 9th, 2008 alle 12:37
mmmm..dormivo ancora xk se ci fosse più civiltà non si potrebbe costruire un muretto a cazzo su un marciapiede..con uno scivolo abusivo del cavolo..mia madre nn scivolerebbe..non si spaccherebbe il naso..non la dovrei portare in ospedale di sera tardi..la notte potrei dormire e la mattina potrei andare in facoltà!!cmq bello il cd complimenti..aspetto le date..e scusa x lo sfogo isterico..
dicembre 9th, 2008 alle 13:21
…non parliamo di scivoli e marciapiedi eh, che io sono un ciclista urbano e ci tengo a ’ste cose.
Comunque, un in bocca al lupo a tua mamma.
Per le date mo vediamo, arriveranno (ma tu dove abiti?)
dicembre 9th, 2008 alle 14:45
bari…(la patria dell’abusivismo legalizzato,abbasso i ciclisti urbani)!!hihi hi
dicembre 9th, 2008 alle 18:06
Il disco mi sembra molto intenso.
Vibra di pathos.
Ma non solo…ovviamente.
Scrivevo a commento della nota pubblicata su facebook da Emanuela che ciò che mi sorprende (positivamente) di voi è la straordinaria maturità musicale a dispetto di un’età molto giovane.
Ci sono tantissimi riferimenti…anche letterari e un’infinità di suggestionei cinematografiche.
Su cui ritornerò non appena tutto sarà (a me) più nitido.
Il disco è bellissimo…in ogni caso.
Al di là delle parole e dei complimenti abusati.
Un inchino.
*****
dicembre 9th, 2008 alle 19:51
Il disco è meraviglioso,di un’intensità e di un pathos davvero ineguagliabili. Apprezzo sia le liriche sia le melodie…sperimentali,elettroniche,innovative e assolutamente capaci di far viaggiare mente e cuore. Bravissimi,complimenti.
dicembre 15th, 2008 alle 02:44
proprio perchè si cercano le belle canzoni ho usato “irrevocabile”.
se cominciassero da domani i(conterranei) baustelle(come qualsiasi altro gruppo al mondo) a fare canzoni che non gradisco, avrò sempre nel mio bagaglio quelle che ho gradito.
le belle canzoni una volta trovate non le perdi mai.
mondo folle
mad world l’originale tears for fears mi piacque, la versione di andrews fu (non saprei ben dire) la riscoperta dell’amore…e bella, molto bella Mondo folle.
di fatto anche io vi ho trovato per caso e per mezzo della collaborazione con la Bastreghi.
il vostro cd, è stato messo in auto.
non esagero se dico, che la seconda volta che l’ho ascoltato, tornando a casa,ho rallentato per (ri)sentirlo tutto
chapeau
dicembre 15th, 2008 alle 10:40
Questa è una delle cose che dico spesso, Cappero, il fatto che l’opera si stacca sempre (e comunque…) dal proprio autore. Ovvero, se anche chi l’ha scritta è uno stronzo, una bella canzone rimane una bella canzone. Si astrae insomma dal contesto dell’”umano”, sia la vita personale del songwriter o il resto della produzione.
Non è però il caso dei Bau (che, a me, mica sembrano stronzi…). Per quanto li riguarda ho una teoria tutta mia e magari un’altra volta la spiego.
Sorrido se penso che #102006 t’ha colpito così tanto da farti l’effetto da ‘pubblicità di automobile’ ;)
E pensare che quel disco nacque così, tra un concerto e l’altro, giusto per fare una fotografia di noi che stavamo crescendo. Laika, per dire, fu registrata in una notte soltanto, dopo appena un paio di prove.
dicembre 15th, 2008 alle 19:18
non è il caso dei bau, mi trovi concorde.
il cd a cui mi riferivo (senza merito togliere a #102006 che riscontrò anch’esso immediato il mio consenso) era Non un passo indietro.
tornano alla mente durante la giornata, frasi estratte dai testi, piacevole…