nessun titolo

Ricordo che quand’ero bambino, il sabato sera mangiavo velocissimo: alle otto e mezzo cominciava una roba che si chiamava Sabato al Circo. Per me, su quel finire degli anni ’80, vedere i trapezisti e gli acrobati potenziati con tutto il cast di bim bum bam era davvero il massimo. Si godeva già dalla Sigla.

Ricordo poi che passò un po’ di tempo, e dopo quella sfavillante prima edizione, il sabato presi a cenare con più calma:  forse il programma non era più quello di prima, o forse semplicemente fui io a cambiare. Fatto sta che poi cominiciai a preferire le chiacchiere  con gli amichetti e una partita a pallone sotto casa, piuttosto che le battute di Uan e degli altri pupazzoni pelosi della fininvest. Successe insomma che non me ne fregava più un cazzo della tv il sabato, una tradizione che pare perdurare ancora oggi.

Ricordo che al mio primo anno qui a Roma, da matricola, la cosa più bella che mi potesse capitare era trovare qualcuno che avesse voglia e coraggio per sfidare i bus notturni e godersi un Sabato al Circolo degli Artisti. Là suonavano quelli che trovavi nelle interviste su Rumore, gli stessi che poi andavi cercando timidamente da Disfunzioni a San Lorenzo. Un posto meraviglioso, che in provincia ce lo sognavamo.

I più fighi però non erano ‘i grossi’,  quelli del nome sul cartellone: quelli là li conoscevano (quasi) tutti, non c’era gusto a vantarsene coi compagni. Il vero piacere era andare a guardare, sempre con una punta d’invidia, le band che aprivano, e che magari leggevi in qualche rubrica di demo o qualche fanza particolarmente audace. Io li vedevo, in mezzo allo scintillare delle luci, e sognavo che, magari un giorno, ci sarei salito pure io su quelle assi di legno.

Più o meno, ora sono cinque anni che vivo in questa città. Ieri invece era il quinto concerto che -elettronoir- suonava al Circolo degli Artisti, il terzo se contiamo solo le aperture del sabato sera. La prima volta sembra un secolo fa. In mezzo, un mucchio di bei ricordi, tanta bella gente conosciuta proprio lì (oh, grazie Valerio!), e davvero una montagna di emozioni.
Siamo cresciuti un po’ nel frattempo, e pure il circolo è cambiato, e di parecchio pure.

Perciò, sarà lui che s’è evoluto e diventato qualcos’altro, o sarò io che in questi anni son diventato grande, chi lo sa. 
Di sicuro però, mi sa che dal prossimo sabato se mi cercate sarà più facile trovarmi a fare i dribbling sotto casa mia, con le porte fatte coi cappotti ammucchiati, in mezzo alla luce arancione dei lampioni.

Chi si vuole unire, metta il dito qui sotto.

10 pensieri su “nessun titolo

  1. Fatti più in là

    [..] La cosa che mi faal mondo è quando la gente mi manca di rispetto. Mi fa veramente salire il sangue alla testa e mi veramente prudere le mani. Roba che se succede che mia sorella mi risponda male, si finisce di sicuro in combattimenti epici tipo [..]

  2. che dire?

    la faccenda la so…

    grazie di aver suonato comunque, siete grandi.

    e grazie di avermi messo tra la “bella gente” conosciuta al Circolo.

    niente da fare, siete di un’altra classe, l’ho sempre detto, io.

    (h)s.

  3. Io mi sento molto orgogliosa per avervi conosciuto di persona ed avervi abbracciato, questo è il commento più cattivo che potessi fare ;)

    Grazie per la bellissima serata

    Pat

  4. ma come faccio a sapere quando suonate e con un mese di anticipo??? mat fatti vivo porfa. Giuro che compro il biglietto e vi faccio una sorpresa se mi avverti. La vostra musica gira che ti rigira gira sempre troppo bene. Ecco cosa mi manca di roma!!!! Lula dai capelli lunghi. Adeu.

  5. oh lula, al momento stiamo ancora finendo il nuovo disco, che è un parto ma vedrai che sarà molto carino, ne vale la pena.

    concerti in vista non se ne vedono, siamo troppo impicciati tra missaggi e ritocchi vari. mi piacerebbe rivederti, su dai, anche senza pretesto di un concerto. fatti viva quando torni nella città eterna, intanto metti per me un fiore sulla tomba di durruti, a montjuic…

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