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Credo che si parli del passato, il trascorso, con questi toni, perchè non lo si conosce tutto, bene.
Credo che il senso del futuro sia nella meccanica e scorra sotto le ruote di un ciclista. un metodo fisico essenziale, minimale, che corre in parallelo al modulo animale.
Il sofisma della tecnica ha perso, l’uomo sui pedali si alza e corre veloce, in avanti.
Un uomo così non lo ferma nessuno. L’uomo è memoria di se’ stesso. E’ il passato di un fututro scritto.
Ferro e carne.
E poi…voi sapreste davvero rinunciare, far finta che non sia esistito, fare gli snob, col ‘900 dei versi di questa canzone?
QUANDO TU SUONAVI CHOPIN
Quando tu suonavi Chopin
Io seguivo le tue bianche mani
Ti venivo vicino vicino
Respiravo nei tuoi capelli
E la sera quando per caso
Noi si restava un po’ soli
Il mio desiderio il mio sangue
Si accendeva per te
Vorrei sapere se aspettavi un gesto mio
Se lo stupido ero solo io
Ma questo lo sa Dio
Ho scordato anche il tuo nome
Ma ricordo ancora il tuo odore
E il mio desiderio il mio sangue
E il tuo caro Chopin
(Sergio Endrigo)
Ho scordato il tuo nome (oggi),
ma ricordo ancora l’aspetto gentile dei ricordi (per sempre).










maggio 8th, 2007 alle 15:37
bei riferimenti caro Marco,
passato-presente-futuro si fondono
si sfidano, si concretizzano nelle vite non so, pero’, se l’acciaio mitizzato dai futuristi degli anni venti possa rappresentare ancora una qualsivoglia forma di futuro, intanto ti lascio con un quesito
che fine ha fatto Faust’o’ ?
Luther Blissett
maggio 8th, 2007 alle 16:50
…intendevo dire semplicemente che il nostro futuro è sito nel nostro codice genetico, possiamo portarlo solo un pò a spasso, io preferisco in bici…aspetta un attimo, squilla il telefono…è Faust’ò…,da chissà dove…dice di essere in sovracarico sentimentale…che genio destrutturante!
Marco
maggio 9th, 2007 alle 16:48
la bici è un’ottima alternativa….
Faust’ò
maggio 9th, 2007 alle 17:56
allora mi sento meno solo…
Marco